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 Il regolamento di condominio  

 

 

Che cos’è un condominio

I condomini: diritti e doveri

Il regolamento di condominio

L’Assemblea condominiale

L’Amministratore

La tabella millesimale

Le spese condominiali

I soggetti obbligati alla contribuzione

Spese e amministrazione

Il riscaldamento

L’ascensore

Facciata e balconi 

Le scale

Rapporti tra condomini

Il proprietario e l’inquilino

I danni nei Condomìni

 


8 Che cos’è?

 

Il regolamento di condominio ha il compito di definire, con la massima preci­sione, diritti ed obblighi per ciascun condomino.


 

9 Quando è obbligatorio?

 

Se i condomini sono più di dieci, l’assemblea deve formulare, qualora non sia già stato fatto dalla impresa costruttrice dello stabile, un regolamento di condo­minio (art. 1138 c.c.). Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la forma­zione del regolamento di condominio o la revisione di quello esistente.


 

10 Quanti tipi di regolamento esistono?

 

Esistono due tipi di regolamento condominiale:

 

a) il regolamento contrattuale o esterno (cioè non emanato dall'assemblea), che può essere:

•preliminare alla costituzione del condominio,

•predisposto dall’unico proprietario dell’edificio (di solito l’impresa costruttrice),

•espressamente citato negli atti di vendita delle singole unità immobiliari (rogiti di acquisto);

•approvato all’unanimità dall’assemblea dei condomini.

Questo regolamento, oltre all’esposizione dei diritti e degli obblighi dei singoli, secondo quanto dettato dal Codice civile, può prevedere particolari limitazioni ai diritti dei singoli condomini. Tale regolamento può essere modificato solo con voto unanime di tutti i condomini (Cassazione 8.2.1975, n. 506) e l’impugnazione non è consentita al singolo condomino (Tribunale di Foggia 4.5.1965).

 

b) il regolamento di emanazione assembleare o interno.

La sua approvazione spetta all’assemblea, con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti (cioè la metà più uno) e almeno la metà del valore dell’edificio (500/1000). Il regolamento così approvato può essere impugnato dal condomino dissenziente, entro 30 giorni dalla delibera o dalla comunicazione dell’avvenuta delibera (per gli assenti), ricorrendo al giudice.

L’assemblea può modificare il regolamento di condominio interno con un nume­ro di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno i 500/1000.

 

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