IMU SUGLI IMMOBILI LOCATI, IL PRESIDENTE ASPPI ZAGATTI LANCIA L’ALLARME:
“SERVE UNA MODIFICA, ALTRIMENTI SI RISCHIANO AUMENTI VERTIGINOSI”
C’è una modifica che va assolutamente introdotta nel Decreto Monti e
riguarda l’IMU sugli immobili
locati, in particolare quelli locati a canone concordato.
L’attuale norma prevede anche per chi affitta (con qualsiasi tipo di
contratto) l’aliquota del 7,6 per mille
come per tutti gli immobili non destinati ad abitazione principale.
Scompare quindi il dimezzamento
dell’aliquota che era previsto per gli immobili locati nel precedente
Decreto istitutivo dell’IMU. E’
semplicemente prevista la facoltà, non l’obbligo, per i Comuni di
applicare un’aliquota agevolata del 4
per mille. (Così come è prevista la facoltà di elevarla fino al 10,6 per
mille)
Rispetto all’ICI attualmente pagata va considerato inoltre l’aumento
della base imponibile del 60%
previsto con l’introduzione dei nuovi estimi.
I conti sono presto fatti: sui contratti a canone libero l’attuale ICI
pagata al 6,5 % potrà arrivare al 7,6
(nei casi peggiori aumentare fino al 10,6) calcolata su un imponibile
maggiorato: si tratta di aumenti
che possono anche essere superiori al raddoppio dell’imposta.
(Solo se i comuni decidessero di applicare la riduzione il quadro si
alleggerirebbe)
Nel caso dei contratti stipulati a canone concordato il quadro è molto
più fosco: questi contratti godono
oggi di un’ici agevolata o (nei comuni che hanno favorito questi
contratti) di un abbattimento totale
dell’ICI.
Non essendo prevista nelle attuali norme questa possibilità e
applicandosi ad essi le stesse condizioni
degli immobili locati a canone libero, l’aggravio sarebbe enormemente
più elevato e si produrrebbe
immediatamente sui contratti in corso, mettendo completamente e
definitivamente fuori mercato
questa modalità contrattuale già colpita dalla applicazione della
cedolare secca che non ha
differenziato a sufficienza le due tipologie di contratto.
La modifica delle norme all’esame del Parlamento si impone: si dia
certezza di un’aliquota agevolata
per tutti gli immobili locati; si dia la facoltà ai comuni di abbassare
o azzerare l’IMU sulle abitazioni
affittate a canone concordato. Il mancato gettito sarebbe talmente
modesto rispetto all’entità della
manovra da rendere agevoli le necessarie coperture alternative.
Su questi obiettivi ASPPI è impegnata a sollecitare il Governo e i
diversi gruppi parlamentari.
On. Alfredo Zagatti - Presidente nazionale Asppi