|
|
|
|
|
|
|
EMMA BONINO IL PROGRAMMA Riportiamo i punti del Programma di Emma Bonino riguardanti la Casa, il Territorio, l'Urbanistica, l'Ambiente. Chi vuole può scaricare qui il programma completo. PIANO CASA La legge della Regione Lazio n. 21 dell’11/08/2009 (“Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia residenziale sociale”), può prevedere ulteriori miglioramenti per gli interventi di ampliamento e di demolizione e ricostruzione degli edifici, in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali e per gli interventi di ampliamento anche su edifici a destinazione d’uso non residenziale per l’artigianato, la piccola industria e gli esercizi di vicinato. Il Piano ha margini di migliorabilità anche in termini di incentivi all’efficientamento energetico degli edifici, attraverso l’introduzione di un sistema di incentivi strettamente correlati al miglioramento della classe energetica degli immobili oggetto di intervento. Si punta, inoltre, all’introduzione di norme-quadro rivolte ai Comuni per una rimodulazione dell’Ici che incentivi gli immobili oggetto di riqualificazione energetica e disincentivi quelli meno efficienti. Edilizia residenziale pubblica Sotto il profilo finanziario occorre proseguire e rafforzare le forme di finanziamento pubblico per la casa già avviate dalla Regione Lazio con la legge di assestamento di bilancio 2009, incrementando le richieste di fondi al Governo e sottolineando come in questo caso nel Lazio esista una vera e propria emergenza. Gli interventi di edilizia popolare non devono comunque aggiungere cubature rispetto a quelle già individuate dai piani regolatori, che spesso sono stati dilatati al di là di ogni logica, ma è necessario comunque creare una corsia preferenziale approvando disposizioni per rendere prioritaria per i Comuni la costruzione di nuovi alloggi popolari. È possibile, inoltre, intervenire anche con il trasferimento di aree del Demanio pubblico, in particolare del demanio militare già presente spesso nelle aree urbanizzate, per la realizzazione di nuovi alloggi per i giovani, per le giovani coppie e per le fasce più disagiate. Il recupero degli immobili pubblici dismessi consentirebbe, solo a Roma, la sistemazione di 15mila famiglie. Sul modello di quanto realizzato dall’Assessorato alla Trasparenza e Cittadinanzattiva della Regione Puglia, la Regione Lazio prevederà l’istituzione dei “Laboratori Urbani”, finanziando progetti per ristrutturare edifici abbandonati in tutta la regione e trasformarli in laboratori da dedicare all’espressione e alla creatività giovanile. Gli edifici sono assegnati in gestione attraverso appositi bandi pubblici ad associazioni giovanili. Ater - Edilizia Residenziale Sovvenzionata Nel campo dell’edilizia sovvenzionata, occorre accelerare l’attuazione del Piano per la costruzione di 5.700 nuovi alloggi, definendo con i Comuni un coordinamento delle procedure di assegnazione delle aree individuate, dei tempi della loro cantierizzazione, della premialità di cubatura in altezza a fronte di compensazioni di aree per l’edilizia sociale. È necessario intervenire sul potenziamento del ruolo di intervento attivo della Regione con azioni che mirino al mantenimento delle Ater (Aziende Territoriali per l’Edilizia residenziale), quali organi di diritto pubblico e alla razionalizzazione delle stesse con l’obiettivo di una riduzione dei costi di gestione amministrativa e un incremento degli investimenti per il recupero e la manutenzione del patrimonio immobiliare. Per quanto riguarda i canoni di affitto e la vendita dell’edilizia residenziale pubblica, si procederà alla razionalizzazione della normativa in materia, tenendo conto del rispetto delle condizioni di disagio socio-economiche degli inquilini. Nuova politica degli affitti Favorire l’affitto degli alloggi sfitti anche al fine di diminuire la richiesta di costruzione di nuove case. Per favorire gli affitti secondo canoni non speculativi verranno individuate forme d’incentivo fiscale sulle seconde e terze case se queste vengono affittate. Dovrà essere previsto un finanziamento stabile all’interno del bilancio regionale, anche ipotizzando un sostegno all’affitto. AMBIENTE Green economy Le Regioni hanno competenze sempre più importanti in materia di ambiente e possono dare un forte impulso ai sistemi economici locali, orientandoli verso l’economia verde. Lo dimostra anche la storia recente della Regione Lazio. La green economy, allora, deve essere vista come cuore dei programmi delle coalizioni di centrosinistra che si candidano al governo di una regione. Una nuova visione dello sviluppo, che guarda tanto alla crescita intelligente e regolata dell’economia quanto alle ragioni dell’ambiente e della qualità della vita. E non solo di green economy si ha bisogno, ma anche di green society. E di una nuova forma di civismo, che si potrebbe chiamare civismo ecologista. È necessario promuovere, quindi, azioni incisive per favorire una conversione sostenibile del sistema produttivo del Lazio con sostegni alla ricerca e alle PMI innovative e lavorare per creare le condizione per un sistema di incentivi sul fronte fiscale per le imprese che investano nell’innovazione e nell’efficienza ambientale. Si dovrà investire nella riconversione ecologica ed energetica degli edifici pubblici e privati, nelle case a zero emissioni, nei quartieri ecosostenibili, nel recupero urbano, attraverso anche una lotta all’inquinamento acustico e da elettrosmog, nella difesa del decoro urbano. È su questa strada che potremmo porre le condizioni per creare nei prossimi anni fino a 15.000 nuovi posti di lavoro grazie anche a un Piano straordinario di incentivi per le Pmi con fondi regionali, nazionali ed europei e ad un accesso al credito agevolato. È quanto mai opportuno, inoltre, favorire la costituzione di eco distretti industriali (su modello di quello della Valle del Sacco), per sviluppare la diffusione delle tecnologie ambientali nei sistemi produttivi locali. Anche per quanto riguarda la PA il governo regionale ha introdotto nel 2007 i Green Public Procurement (Gpp) per gli enti locali della Regione Lazio, grazie al quale si promuoveranno l’utilizzo di beni e servizi che riducano l’uso delle risorse naturali, la produzione dei rifiuti, le emissioni inquinanti, i pericoli e i rischi ambientali e l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. Paesaggio, aree protette, biodiversità, territorio Il paesaggio del Lazio, che unisce natura e storia, è uno dei valori che la Regione ha l’obiettivo primario di preservare e valorizzare. La nuova Giunta farà della difesa e valorizzazione del paesaggio e del verde del Lazio un patrimonio: non un vincolo, ma un’opportunità di lavoro e ricchezza collettiva. Tutto ciò richiede un impegno coerente, oltre che per valorizzare i parchi già esistenti come quello dell’Appia Antica, prevedendone un ulteriore ampliamento, anche nel preservare altre aree naturali di pregio, ad esempio le rive del Tevere, i Monti della Tolfa, i Monti Lepini e Sabini o il Terminillo. Occorre stabilire un raccordo virtuoso e coerente sul piano normativo tra il piano delle aree protette e la pianificazione faunistico venatoria. Operare in questo senso significa saper contrastare qualsiasi tentativo di deregulation dell’attività venatoria, in spregio delle direttive comunitarie. È nella concertazione tra agricoltori, ambientalisti e cacciatori e in stretto rapporto con le istituzioni locali che vanno ricercate le soluzioni condivise. Inoltre, si procederà con un’azione complessiva di tutela dei diritti degli animali, partendo da un’attenzione maggiore allo sfruttamento degli allevamenti, alla prevenzione del randagismo, all’istituzione di un numero verde dedicato e all’estensione progressiva del servizio 118 per gli animali. È necessario proseguire poi nella tutela dell’Agro romano attraverso l’approvazione di una legge specifica. Nell’anno mondiale della biodiversità, la Regione Lazio metterà in campo interventi settoriali e della sussidiarietà per giungere alla piena funzionalità della Rete Natura 2000, contrastandone il degrado e favorendo lo sviluppo delle energie rinnovabili nelle aree protette. In questo ambito, si dovrà porre attenzione ai temi educativi per promuovere il concetto di “valore della natura/biodiversità” in tutte le sue declinazioni (ambientale, scientifico, economico, educativo ecc.). Questo significa investire in un’attenta analisi economica dei benefici a breve, medio e lungo termine della conservazione della biodiversità e dell’integrità del funzionamento degli ecosistemi e dei servizi. Sarà necessario completare la Rete Natura 2000 in Ambiente Marino, sulla base delle linee guida fornite dal Ministero dell’Ambiente. Nella tutela del territorio bisognerà proseguire, con le risorse già presenti, nella grande opera di difesa del suolo e delle acque avviata negli ultimi cinque anni in collaborazione con la Protezione Civile, con lo Stato e le Province. La gestione delle acque, dei letti dei fiumi, dei bacini e dei consorzi riveste carattere di priorità al fine di tutelare la vita dei cittadini dei Comuni nei territori a rischio, in cui il fiume Marta, l’Aniene e il Tevere esondano periodicamente. È stato recuperato il 96% della balneabilità delle nostre coste e finanziato decine di milioni di euro per il recupero degli arenili e per il rilancio delle attività turistiche del litorale. Ora è il momento di predisporre un vero e proprio progetto pluriennale per recuperare i nostri arenili, con obiettivi di medio e lungo termine che vadano oltre la semplice politica di ripascimento. Sarà utile in questo contesto una riflessione politica sulla previsione di una normativa specifica sulla Valutazione Ambientale Strategica (Vas), quale strumento metodologico per giungere all’integrazione di considerazioni di carattere ambientale nell’elaborazione e nell’adozione di piani e programmi con effetti significativi sull’ambiente. Acqua La coalizione di centrosinistra si impegna nella prossima legislatura a modificare lo Statuto Regionale introducendo il concetto di “acqua bene pubblico”, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. In quest’ottica spetta al soggetto pubblico la titolarità della concessione per la gestione delle sorgenti, confermando le scelte già determinate dalla Regione. Sarà il soggetto pubblico a provvedere secondo i dettami di legge a individuare le forme della gestione. Si procederà, inoltre, nella promozione di una cultura della conservazione e una rigorosa lotta agli sprechi e agli abusi, attraverso un ammodernamento della rete idrica, dei depuratori, attraverso la riparazione di condotte idriche e il miglioramento delle fognature per contrastare i fenomeni di inquinamento. ENERGIE Piano energetico regionale È necessario all’inizio della nuova legislatura approvare il Per (Piano Energetico Regionale) del Lazio per promuovere l’energia verde, riconducendo gli obblighi europei al contesto regionale, non solo per le rinnovabili, ma anche per raggiungere l’obiettivo dell’efficienza energetica e della riduzione dei consumi e delle emissioni. Obiettivo: quota 20% per le rinnovabili, ma anche nuova occupazione con 18mila addetti previsti nel 2020. Il Lazio è una regione già capace di produrre circa 14.000 GWh all’anno con le centrali sul suo territorio. Un’espansione di capacità elettrica è quindi necessaria solo nel campo delle fonti rinnovabili. Le fonti rinnovabili, oltre a garantire energia senza inquinare, rappresentano una grande opportunità di sviluppo in armonia con l’ambiente. Questa coalizione, quindi, si esprime con un no netto al nucleare, non solo per la nostra regione, ma in generale per una mancanza di convenienza economica e uno squilibrio tra costi di investimento e benefici. Il nucleare non conviene e non risolve. Gli investimenti vanno invece orientati verso il rispetto dell’ambiente e l’innovazione. Un nuovo impulso alla produzione di energie rinnovabili Oggi non c’è più motivo di puntare sul modello dei grandi produttori di energia e delle grandi centrali. Occorre promuovere reti intelligenti (“Smart grid”) compatibili con una generazione elettrica diffusa e un consumo più efficiente e investire sulla rete dei piccoli e medi produttori di energie rinnovabili. Per questo obiettivo è necessario semplificare e armonizzare i modelli normativi e autorizzativi attraverso anche la creazione di uno sportello per le energie alternative, è necessario rafforzare i sistemi di incentivi che premino chi produce energia prodotta da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, micro-eolico, solare termico, etc.), promuovere tecnologie a maggior contenuto di innovazione e sperimentazione, per raggiungere l’obiettivo per il 2015 della produzione di 2,5 GW da energie rinnovabili (la Regione attualmente ha autorizzato circa 300 MW). Ricerca sulle biotecnologie Promuovere il sostegno ai centri di ricerca avanzata sullo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale nel campo della produzione e distribuzione dell’energia, nella logica del decentramento e della differenziazione delle fonti. Prevedere sostegno specifico ai Poli e ai Dipartimenti universitari che lavorano, insieme alle imprese, nel settore dell’idrogeno, del fotovoltaico di terza generazione e del termodinamico. Efficienza energetica Altro settore su cui puntare è quello dell’efficienza energetica e del risparmio energetico. Sarà importante predisporre un piano di messa in efficienza degli edifici pubblici della Regione (e supporto a Province e Comuni) con effetti virtuosi sulla sostenibilità energetica e ambientale e prevedere prospettive di rientro degli investimenti in tempi brevi grazie ai risparmi in acquisti energetici. Anche per quanto riguarda il Piano Casa, si inter verrà con l’introduzione di un sistema di incentivi strettamente correlati al miglioramento della classe energetica degli immobili. Tecnologie verdi Un grande piano di investimenti pubblici e privati come quello programmato, deve prevedere il sostegno alla riconversione industriale verso settori ad alto valore aggiunto, come le “tecnologie verdi”: a fronte di una grande richiesta di impianti di produzione da energie alternative, esistono oggi nel Lazio pochissime industrie di questo genere. Si valuta che in questo settore si potranno creare nei prossimi anni circa 10mila nuovi posti di lavoro. URBANISTICA Legge urbanistica e programmazione Le modifiche apportate alla legge urbanistica dovranno essere rafforzate ulteriormente con l’obiettivo di ricondurre la Regione alle sue funzioni istituzionali legislative, di indirizzo e controllo e lasciando la gestione del territorio agli Enti Locali, alle Province e ai Comuni. È necessario ricostituire un quadro legislativo coerente che si ispiri al rispetto e alla tutela del territorio, alla valorizzazione dei beni naturalistici e culturali e ai criteri di sostenibilità/ sussidiarietà/ copianificazione. In questo contesto, Roma rappresenta, al tempo stesso, la più grande risorsa e il più grande problema della Regione. Il fallimento dello Sdo (Sistema Direzionale Orientale), previsto dal Piano Regolatore (Prg) del 1964, obbliga a due decisioni: l’attuazione rapida del poco che è sopravvissuto dello Sdo nella nuova pianificazione del 2003 e l’individuazione di un progetto alternativo altrettanto forte. Il nuovo PRG del 2003, approvato tra mille difficoltà, si affida ad un’idea di città basata sul policentrismo, rappresentato dalle “centralità”. La presenza delle centralità nelle zone periferiche e marginali e al contempo il decentramento di funzioni amministrative all’esterno del territorio comunale distribuendole nell’hinterland della città metropolitana è un punto di partenza che ha forza se rimane salda l’idea dell’articolazione delle nuove funzioni sugli assi infrastrutturali ferroviari. Un programma valido che però deve essere integrato dalla distribuzione in altri ambiti del territorio Regionale di funzioni amministrative e direzionali di dimensioni ultra comunali. Regione, Provincia e Comune devono rafforzare i momenti e i luoghi di concertazione (è ipotizzabile l’istituzione di un tavolo di co-pianificazione permanente che rafforzi quanto previsto dalla legge regionale) al fine di raggiungere un’intesa che dia concreta forza a questo obiettivo. La pianificazione di Roma Capitale necessita di una valutazione critica ad un livello superiore che può essere esercitato solo dalla Regione, in quanto Ente preposto alla programmazione economica ed alla definizione dell’intero sviluppo regionale. Si tratta di riequilibrare il rapporto tra la Capitale e il resto della regione, in un quadro di compatibilità che può essere esaminato solo in sede congiunta. Occorre, dunque, rafforzare gli strumenti di programmazione e pianificazione coordinata, con procedure burocratiche di approvazione delle varianti snelle, che non trascurino le indispensabili garanzie di controllo e verifica delle compatibilità con la programmazione regionale. Il consumo di territorio deve comunque essere arginato. Si presenta dunque urgente e indispensabile una politica di recupero dell’immenso patrimonio immobiliare realizzato negli ultimi 50 anni. Per essere appetibili ai potenziali investitori o per stimolare gli interessati ad assumerne l’onere di un intervento così faticoso sono indispensabili almeno 3 fattori: - procedure rapide e chiare; - incentivi diversificati e proporzionati all’investimento (maggiorazioni di superfici o volumi; recupero di volumi inutilizzati con inserimenti di superfici, contributi a fondo perduto o agevolazioni creditizie; agevolazioni fiscali); - flessibilità nelle destinazioni d’uso insediabili. Legge sul Territorio C’è bisogno di una legge regionale sul governo del territorio che, come nelle altre Regioni italiane, introduca oltre ai principi della sostenibilità e della riduzione del consumo di suolo, strumenti per l’attuazione delle politiche di trasformazione delle città, quali a esempio gli strumenti di perequazione. Ecoquartieri-efficienza energetica-bioedilizia L‘obiettivo è il conseguimento di una migliore qualità complessiva. Bisogna unire le azioni per superare l’emergenza abitativa con interventi integrati che consentano di assicurare la massima sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia. Bisogna saper procedere non solo edificio per edificio, ma per intere parti di territorio, come nelle più innovative esperienze europee (Francia, Olanda, Danimarca), dove si sono sperimentati con successo ecoquartieri, ossia zone urbane interamente pensate secondo criteri di eco sostenibilità (abitazioni, strade, illuminazione, rifiuti). Sono da immaginare progetti da realizzare attraverso gare e concorsi in coordinamento con gli Ordini professionali e con il mondo imprenditoriale e finanziario. Altrettanto importante sarà costruire le condizioni per progettare e implementare un piano straordinario per l’efficienza energetica negli edifici pubblici al fine di renderli conformi alla direttiva europea (2002/91/CE) relativa al rendimento energetico nell’edilizia. La Regione Lazio e il territorio con maggiore presenza di edifici pubblici del Paese. Oltre il 13% del totale nazionale delle superfici coperte pubbliche insiste nella provincia di Roma. Si tratta di un intervento, finanziabile con risorse regionali e con la compartecipazione degli enti locali, in grado di ridurre (secondo un recente studio dell’Enea la bolletta energetica di oltre il 20% e innestare un processo virtuoso in grado, nel solo periodo di realizzazione dell’intervento, di generare un valore aggiunto almeno doppio rispetto ai costi dell’investimento. In questo ambito verrà data piena applicazione alle norme regionali sulla bioedilizia (L.R. 6/2008) che in genere viene demandata ai singoli Comuni, in particolare per ciò che riguarda la diffusione di tecnologie basate su fonti rinnovabili integrate nell’ambiente urbano e nel paesaggio. Si procederà, quindi, nella promozione del “diritto di abitare sostenibile”, con una programmazione realizzativa ad hoc, e stimolare le amministrazioni locali verso criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica, anche promuovendo concorsi e progetti pilota. Sarà realizzato un costante monitoraggio e aggiornamento delle norme in materia di sviluppo sostenibile, ad esempio i regolamenti per la bioedilizia, al fine di superare ostacoli di tipo tecnico ed amministrativo. Opportunità dal Piano Casa Il programma integrato per il ripristino ambientale è contenuto nel Piano Casa rielaborato a livello regionale. Questo prevede programmi integrati finalizzati al ripristino ambientale e all’incremento della dotazione di standard urbanistici, mediante la demolizione di porzioni di tessuti edilizi o di singoli edifici legittimamente realizzati in aree sottoposte a vincoli ambientali, paesaggistici e in aree naturali protette. Per i proponenti è previsto un incremento premiale fino a un massimo del 50% del volume degli edifici demoliti. Per i soli comuni del litorale marittimo l’incremento potrà essere portato fino al 60%, a condizione che la nuova destinazione sia turistico-ricettiva. Nel Piano Casa è contenuto anche un programma integrato per il riordino urbano e delle periferie che può prevedere interventi di sostituzione edilizia, modifiche di destinazione d’uso di aree e di immobili e l’incremento fino ad un massimo del 40% della volumetria o superficie demolita, a condizione che la ristrutturazione urbanistica preveda una dotazione straordinaria degli standard urbanistici e delle opere di urbanizzazione primaria nonché una quota destinata ad edilizia residenziale sociale. In entrambi i casi vale la regola che le nuove costruzioni devono essere realizzate secondo criteri di sostenibilità energetica e ambientale contenuti in leggi approvate L.R.192/2005 e L.R 6/2008. Piano Territoriale Paesistico Regionale Il centrosinistra alla guida del Lazio ha adottato, in applicazione del Codice dei beni culturali, il Piano Territoriale Paesistico Regionale (Ptpr), unificando i 29 Piani Paesistici in vigore da 10 anni. Il Ptpr è lo strumento di pianificazione attraverso cui, nel Lazio, la Pubblica Amministrazione disciplina le modalità di governo del paesaggio, indicando le relative azioni volte alla conservazione, valorizzazione, al ripristino o alla creazione di paesaggi. Il nuovo governo regionale dovrà approvare definitivamente questo strumento fondamentale. Si dovrà puntare al rafforzamento e alla razionalizzazione della tutela del paesaggio storico, culturale e naturale del Lazio rinviando, con i necessari ammodernamenti, all’applicazione della Legge 38/99 che delega alle Province la verifica e la compatibilità dei piani regolatori fino ad oggi svolte dalla Regione.
|
|
|
|
|
Copyright © ASPPI ROMA, 2001 - asppiroma@asppiroma.it |
|
|