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EMMA BONINO Emma Bonino (Bra, 9 marzo 1948) è attualmente vicepresidente del Senato della Repubblica. Impossibile, in poche righe, sintetizzare le numerose iniziative di Emma Bonino rivolte sempre a rivendicare i diritti civili in tutti i Paesi del mondo. Ci limitiamo ad elencare soltanto una parte delle attività svolte nei suoi ruoli istituzionali. Nel 1979 è eletta al Parlamento Europeo. Tra il 1980 e il 1981, oltre a promuovere diverse campagne per i referendum e per i diritti civili nell'Europa dell'Est, comincia a lavorare per l'istituzione di una Corte penale Internazionale, oggi arrivata a compimento. Nel 1981 Emma Bonino promuove un appello contro lo sterminio per fame e contribuisce a fondare l’associazione Food and Disarmement International. Nel gennaio 1987 manifesta a Varsavia contro la dittatura comunista del generale Jaruzelski e in favore di Solidarnosc. Viene arrestata ed espulsa dal paese. Nel maggio 1991 è la prima firmataria di una mozione che, dopo essere stata approvata dalla Camera dei Deputati, impegna il governo ad impedire la proliferazione delle armi non convenzionali e in particolare delle mine antiuomo. Nel 1994 viene nominata capo della delegazione del Governo Italiano all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per l'iniziativa della "Moratoria sulla Pena di morte". Nel gennaio 1995, grazie all'appoggio del primo governo Berlusconi, fu nominata Commissario Europeo responsabile della Politica dei Consumatori, della Politica della Pesca e dell’Ufficio Europeo per l’Aiuto Umanitario d’Urgenza (European Community Humanitarian Office, noto anche come ECHO). Il 26 gennaio 1995, quarantotto ore dopo il suo insediamento, parte per l'ex Jugoslavia, recandosi a Sarajevo e a Mostar, primo membro della Commissione europea a mettere piede in Bosnia dall'inizio della guerra, con la volontà di denunciare l'impotenza dell'Europa e il disinteresse dell'ONU dinanzi al protrarsi del conflitto e all'allargarsi della "pulizia etnica". Nel febbraio 1995, dopo che un peschereccio spagnolo viene intercettato a cannonate dalla marina militare canadese e sequestrato con l'intero equipaggio, Emma Bonino accusa il Canada di "un atto di pirateria internazionale" e avvia un difficile negoziato che sfocia in aprile in un accordo Bruxelles-Canada che le guadagnerà una forte stima in tutta la Spagna. Nel 1996, all'indomani del genocidio in Ruanda, ha compiuto diversi viaggi nella regione dei Grandi Laghi in Africa per sostenere il diritto dei profughi all'assistenza umanitaria e per ribadire l'impegno finanziario dell'Europa. Nello stesso periodo ha visitato la Somalia un paese oramai allo stremo e nuovamente in mano ai signori della guerra durante il quale il suo convoglio subisce un attacco armato da parte dei guerriglieri di Aidid. Subito dopo si reca nel Sudan, sfidando l’embargo imposto dal regime di Khartoum, allo scopo di riaprire il corridoio umanitario per le vittime di una crisi ‘dimenticata’, fra il Nord ed il Sud del paese. Nel 1997, svolge una missione nel Kurdistan iracheno, paese allora colpito dalle sanzioni economiche, e in Afghanistan dove si reca per denunciare il regime dei Talebani. Qui viene arrestata e finisce in carcere per alcune ore. Sempre nel 1997, essendone tra le principali promotrici, firma, per conto della Commissione europea, la Convenzione di Ottawa contro le mine antiuomo. Nel 1998, Emma Bonino è attiva nella mediazione della crisi in Guinea Bissau, come pure nel monitorare l’intervento umanitario in Sierra Leone e nel Kosovo, prima e dopo l’intervento della NATO nel 1999. Nel giugno dello stesso anno, guida la delegazione della Commissione europea alla conferenza internazionale di Roma per la Corte penale internazionale, contribuendo ad ottenere, dopo una lunga negoziazione, le 60 firme necessarie alla ratifica. Nel 2001 inaugura la campagna contro le mutilazioni genitali femminili, intitolata “StopFgm”, per dare appoggio e visibilità internazionali alla lotta combattuta da decenni dalle donne africane. Il 17 maggio 2006 è stata nominata ministro delle Politiche Europee del governo Prodi II. Il 18 maggio 2006 viene istituito il Ministero per il Commercio internazionale che viene affidato ad Emma Bonino, che mantiene anche le competenze in materia di Politiche Europee. Nel 2010 lancia la propria candidatura alla presidenza della Regione Lazio, appoggiata da Radicali e Partito Democratico |
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