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ARGOMENTI

 

 

Antenne centralizzate paraboliche

Antenne per telefonia cellulare

Lavori di manutenzione a carico del conduttore

Esclusione dal reddito degli affitti non percepiti 

Antenne: delibera del Comune di Roma

Acquisti in regime di comunione legale

Condominio e conto corrente

Consigli utili per chi acquista un immobile

Lastrico solare

Posti auto: pertinenza di immobili costruiti dopo il 1967

Locatore e sublocatore

Riscaldamento condominiale

Amministratore: esibizione documenti contabili

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Delibere condominiali: nullità e annullabilità

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Diritto di prelazione dell’inquilino

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ANTENNE PER TELEFONIA CELLULARE

Negli ultimi anni enorme diffusione ha avuto anche in Italia l'uso dei telefonini cellulari.

Alla luce di ciò si è resa indispensabile, da parte degli enti gestori del servizio di telefonia mobile, l'installazione di migliaia di antenne sparse su tutto il territorio nazionale al fine di garantire una sempre maggiore ricezione.

Nelle grandi città i gestori telefonici hanno dovuto ricorrere all'installazione delle antenne sul tetto degli edifici. Questo posizionamento di antenne crea diverse difficoltà: autorizzazioni ministeriali, richiesta di concessione edilizia, spese per l'installazione, sistemazione del tetto, opere di eliminazione delle interferenze con le antenne televisive già esistenti ad intero carico della società di telefonia mobile, autorizzazioni condominiali. A tutto vanno aggiunte le diverse noie amministrative per presunto inquinamento elettromagnetico derivante dalle antenne.

L'occupazione di parte del tetto comune condominiale è soggetta ad accordi tra le parti (condominio - e non il solo condomino dell'ultimo piano - e società telefonica), implica l'imposizione di una servitù ai sensi della legislazione in materia postale, di bancoposta e telecomunicazioni e comporta la corresponsione di un canone di affitto annuale che in alcuni casi può rivelarsi un investimento economico vantaggioso per il condominio.

Per la delibera di approvazione del contratto occorre l'unanimità, così come confermato dalla giurisprudenza della Suprema Corte in merito.

Eugenio De Paola

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